GEOLOGIA

Il territorio del Parco del Molgora fa parte della cosiddetta Alta Pianura Asciutta. Questa, distinta dalla Bassa pianura irrigua sostanzialmente in base alla differenza del tipo di suolo e della conseguente presenza di acqua a diverse profondità, si estende dalla base delle Prealpi fino alla fascia dei territori in cui scorre il canale Villoresi. Generalmente i suoli di questa zona non hanno caratteristiche tali da permettere un elevato sfruttamento agricolo, ed è per questo che alcuni terreni sono rimasti, nel corso dei secoli, incolti. Questi terreni sono invece compatibili con il gelso, motivo per cui fu molto praticato l'allevamento dei bachi da seta, fino alla meta` del XX secolo.

Dal punto di vista più strettamente geologico e geomorfologico il Parco del Molgora si trova in un'area, quella tra il Ticino e l'Adda, dalla situazione complessa. Si colloca infatti tra le tracce di antiche pianure rialzate rispetto a quella attuale (terrazzi pleistocenici) e la pianura milanese.
Il Paesaggio della Brianza è stato modellato per circa 2 milioni di anni dall'alternarsi delle glaciazioni e questo ha fatto sì che agli antichi sedimenti di origine marina, che costituiscono il "fondo", si sovrapponessero i materiale trascinati a valle dai ghiacciai e dalle acque. Le tracce più vicine di un ghiacciaio si possono identificare nella zona di Camparada e Usmate dove il paesaggio è segnato da grosse masse di conglomerati ghiaiosi modellati dalle acque di scioglimento dei ghiacciai.


Il corso del Torrente Molgora può essere suddiviso in quettro fasce individuabili in base alle diverse caratteristiche geomorfologiche:

  1. la zona collinare, dove il corso del torrente è ramificato a causa della presenza di rocce facilmente erodibili dalle acque (quindi argini più fragili) ed è caratterizzato da terreni morenico-fluvioglaciali antichi;
  2. da Usmate ad Omate, dove il corso è prevalentemente uniforme ed il letto è scavato in una valle costituita da terrazzi fluvioglaciali;
  3. a sud di Omate, fino a Melzo, dove il torrente scorre in una valle poco incisa formando frequenti meandri;
  4. da Melzo fino alla Muzza, dove il letto è poco riconoscibile, essendo in prossimità dei fontanili che favoriscono periodiche inondazioni.

Analizzando i vari strati che compongono il sottosuolo del Parco del Molgora si individua la seguente succesione.


La formazione geologica più antica è quella del Ceppo dell'Adda, un conglomerato costituito principalmente da rocce sedimentarie a cui si associano rocce intrusive (graniti e dioriti). Si trova ad una profondità che varia dai 5 ai 50 metri, ma che può affiorare lungo il corso del torrente, come avviene a Carnate, a Vimercate e tra Vimercate e Burago.


Lo strato successivo è caratterizzato da materiali fluvioglaciali ed eolici del Pleistocene antico, che formano un deposito di uno spessore di circa 10-15 metri di detriti grossolani in corrispondenza di Usmate e di Carnate. Si è formato nel periodo Mindel (vedi glaciazione) ed è denominato ferretto, cioè uno strato di paleosuoli che si sono evoluti in un tipico clima di periodo interglaciale. Questo tipo di terreno è osservabile ad esempio sul terrazzo mindeliano a Ruginello.
Lo strato immediatamente sovrastante è il cosiddetto Diluvium medio o fluvioglaciale Riss (vedi glaciazione), che è composto da ghiaie e sabbie del Pleistocene medio. Si trova all'esterno degli archi morenici (vedi morena), con presenza di depositi eolici che producono suoli molto fertili.


Troviamo infine lo strato più recente , quello che costituisce la nostra pianura, e che è formato da materiale ghiaioso-sabbiosi ed è privo di depositi eolici. Risale al Pleistocene superiore ed è denominato Diluvium recente o fluvioglaciale Würm (vedi glaciazione), in quanto risale all'ultima glaciazione avvenuta nel periodo Würm. E` su di esso che si sono modellate le valli fluviali e gli alvei dei corsi d'acqua. Il Centro scolastico Omnicomprensivo di Vimercate sorge ad esempio su un terrazzo medio (Riss) e proprio lì si può osservare lo "scalino" che porta allo strato dei depositi del Diluvium recente.

COMUNI

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